Che differenza c’è tra il cappotto termico tradizionale e il CAPPOTTO CORAZZATO ® ?

Si potrebbe riassumere il tutto in “utilizzare” la percentuale maggiore della spesa finale in procedimenti di posa lunghi, laboriosi ed artigianali affidandosi all’Arte e bravura del posatore (facendo attenzione al meteo ideale, sperando nell’ assenza di precipitazioni nei giorni successivi alla stesura impasti) risparmiando sui materiali, oppure utilizzare la percentuale maggiore della spesa in materiali più costosi e prestanti risparmiando sulla posa che può essere eseguita anche da un posatore senza esperienza, in quanto il sistema non permette interpretazioni di installazione e imprevisti (non permetterebbe la continuazione nel caso ci siano incongruenze od errori) quindi velocizzando il cantiere, anche in condizioni meteorologiche avverse ed in qualsiasi stagione (ovviamente il limite sarà il comfort della persona).
il cappotto corazzato e tutti i suoi elementi di completamento, sono stati progettati con l’obiettivo di risolvere le problematiche comuni dei sistemi isolanti tradizionali, oltre che realizzare un prodotto superiore in termini di qualità, durata, resistenza ed estetica.
Non è stato pensato per essere concorrenziale dal punto di vista economico (in quanto adoperiamo solo materie prime della migliore qualità e la produzione richiede più complessità tecniche), anche se alla fine di tutto il ciclo di lavorazione e posa, non risulta più costoso ed in alcuni casi anche più vantaggioso (basti pensare che non è necessario utilizzare ponteggi fissi perchè l’applicazione avviene in un solo passaggio, mentre per gli altri sistemi si è obbligati in quanto i passaggi di preparazione e finitura sono molteplici e con attese di asciugatura tra di essi senza contare eventuali disagi del meteo o altri imprevisti durante la posa in opera).
Il fatto che sia prefabbricato, comporta l’ immediata e concreta evidenza del prodotto che verrà installato con la garanzia di avvenuta maturazione stabilizzata in ambiente controllato quindi pronto ad essere esposto all’esterno senza ricevere alterazioni di fenomeni meteorologici e sbalzi termici che comprometterebbero la durata e resistenza nel tempo come può accadere con preparazione dell’impasto nei processi di installazione stratificata in cantiere (la pioggia, umidità, raggi UV, calore e i cali di temperatura durante la notte non permettono il corretto procedimento di asciugatura e maturazione che dovrebbe avvenire per almeno 10 giorni, deteriorando così il materiale creando un’incognita di durata od eventuali anomalie.
Ipotizziamo le condizioni meteo e temperatura ideali per posare un cappotto tradizionale stratificato con malte rasanti: si controllano le previsioni del tempo per avere almeno i giorni necessari alla stesura del sistema. La preparazione ripetuta più volte dell’impasto rasante avviene in cantiere in momenti della giornata differenti, passando dalla mattina alla sera con differenze di temperatura ed umidità. Le attrezzature normalmente utilizzate per la miscelazione della malta, non permettono una taratura degli ingredienti (acqua/polvere in sacchi) che ne garantisca il giusto e costante dosaggio ad ogni preparazione, senza considerare eventuali errori umani di calcolo o fisici, non riscontrabili da subito. Inevitabilmente durante la notte la temperatura cala anche repentinamente creando uno sbalzo termico, il che non giova alla stabilità che necessita il materiale appena preparato. Eventuali imprevisti: a metà parete rasata oppure anche al primo strato di rasatura completato, si verifica una improvvisa precipitazione anche lieve e di poca durata (anche se dovesse accadere nei giorni successivi), che bagna la parete interessata anche parzialmente(il che è peggiorativo piuttosto che bagnata completamente ed omogeneamente). Questo comporta l’eventuale indebolimento del materiale che non ha raggiunto il tempo minimo e la corretta maturazione.
Lo strato del rivestimento rasante non omogeneo (perchè fatto a mano e per adeguamenti alla parete e tolleranze dei materiali isolanti) pur utilizzando rete di contenimento, comporta dei punti più deboli dove il materiale è più sottile. Le differenti dilatazioni dei materiali (aumenti e restringimenti ciclici) dovute a sbalzi termici o sollecitazioni strutturali dovute ad assestamenti, fenomeni sismici o vibrazioni dovute al passaggio di mezzi pesanti in prossimità di strade o rotaie, possono creare delle fessurazioni o crepe, compromettendo l’efficacia sia dal punto di vista termico che di infiltrazioni di umidità od aria, oltre che al meno importante disagio estetico. L’utilizzo di pannelli senza battentatura, comportano imperfezioni di accostamento l’un l’altro che nel tempo possono amplificarsi creando un reticolo di ponti termici nella parete con tutte le conseguenze del caso come condensa e muffe in questi punti.
Il cappotto corazzato prevede anche questa eventualità, infatti ogni pannello è indipendente e funge da giunto di dilatazione tra l’uno e l’altro quindi evita crepe o fessurazioni, date le dimensioni contenute dello stesso (basti pensare che su una grande parete 10x10m la dilatazione in rapporto di un materiale “unificato” per assurdo la dilatazione potrà essere di 1 cm ma in punti non prevedibili, mentre per pannelli di dimensioni ridotte questo cm viene distribuito omogeneamente ad ogni modulo e in rapporto ogni pannello si dilaterà di 1mm il chè non comporta indebolimento). Inoltre la sua doppia e larga battentatura permette gli spostamenti di queste dilatazioni senza creare nessun ponte termico o via di passaggio per acqua od aria. La coibentazione inoltre risulta più omogenea senza punti critici.
Tasselli di fissaggio: nel metodi tradizionali, normalmente vengono installati nella parte più esterna del pannello isolante, inoltre la loro corretta distribuzione di posizione non sempre viene rispettata per vari motivi sia tecnici che di decisione al momento creando disomogeneità di portanza. Per quanto minimo, il passaggio del tassello in tutta la profondità determina un ponte termico (specie se metallico). Nel cappotto corazzato il tassello è posto nella battentatura interna (a circa metà dello spessore totale) e quindi protetto dalla battentatura esterna, inoltre la portanza del carico distanziato viene dimezzato utilizzando un tassello più corto.
Inoltre il procedimento di fabbricazione permette di utilizzare degli accorgimenti tecnici e tipi di materiali molto più resistenti (infatti il nostro non è un rasante ma un impasto studiato per essere più resistente in quanto composto da una elevata percentuale di quarzi naturali, fibre, additivi per evitare muffe ed alghe, in fusione e “non rasato” al supporto isolante), che non è possibile realizzare manualmente.
Resistenza agli impatti, anche grandine di forte consistenza e colore del quarzo naturale inalterabile. Nel caso di incidente come ad esempio un’auto che ci va a sbattere contro, saranno da sostituire soltanto i pannelli rotti, mentre in un cappotto tradizionale sarà da ripristinare tutta la facciata per avere la stessa tonalità ed assenza di dislivelli dovuti ad una stuccatura con materiali in tempi diversi tra loro.